fabiodedonno

franco ventura

quando l’idea che sulla tela, per mezzo d’impasti cromatici si fa forma, è sostenuta da sapienti sforzi creativi, il più delle volte riesce ad offrire frammenti d’emozioni anche al più distratto degli osservatori.
schegge di luce,come sfavillanti pensieri deflagrati all’improvviso dagli anfratti più reconditi della memoria, si librano festosi nelle fiabesche atmosfere pittoriche di fabio de donno.
la fantastica costellazione di elementi compositivi che l’artista dissemina diligentemente nei suoi dipinti, si fa musica struggente, danza silente, gioco vibrante di ritmi cromatici che cercano –rabdomanti del nulla- l’arteria remota dove pulsò quel tempo lontano e dolcissimo, etereo e sublime della nostra infanzia; dei nostri primi incontri, sepolti come fossili nel covo dei ricordi, e più che mai vivi nel grigio dipanarsi di questi giorni incrostati d’effimero.


27/03/2002

franco ventura
 

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